La spalla è un complesso articola
re con una grande possibilità di movimento; il suo funzionamento è garantito dalla congruità delle superfici articolari, dalla tensione delle strutture muscolotendinee e dalla possibilità di scorrimento di queste ultime dentro i loro spazi anatomici specifici.
Una delle sindromi più frequenti è quella da conflitto subacromiale; in tale situazione la testa omerale non è esattemente concentrica rispetto alla cavità glenoidea che la accoglie; per tal motivo le strutture muscolo-tendinee adiacenti possono sfregare (“entrare in conflitto”) con le strutture circostanti; la struttura più frequentemente implicata in tale problematica è l’acromion, che è una protuberanza ossea simile a un beccuccio che sovrasta il tendine del muscolo sovraspinoso.
La sintomatologia dolorosa tipica è il dolore a livello della parte laterale della spalla che aumenta in particolar modo quando si alza il braccio lateralmente (“abduzione”) attorno ai 90°; la diagnosi si ha con test ortopedici specifici (test di Yocum, di Hawkins, …) ed è eventualmente confermata dalla diagnostica per immagini (ecografia o risonanza magnetica nucleare).
Il trattamento di tale patologia si orienta su tre livelli; il primo livello è quello farmacologico tramite prescrizione del medico di fiducia; il secondo livello è quello fisioterapico dove si cercano le cause dello squilibrio biomeccanico a livello delle strutture legamentose e miotendinee della spalla; l’obiettivo è quello di guadagnare l’elasticità a livello delle strutture retratte e la forza a livello delle strutture lasse; al terzo livello si arriva solo nel caso i sintomi persistano ed è quello chirurgico; qui il campo di azione si allarga anche alle strutture ossee tramite rimodellamento (“debridment”) dell’acromion, affiancato talvolta alla riparazione delle strutture miotendinee lesionate.
Il tempo di recup
ero varia a seconda dell’entità del disallineamento tra testa omerale e la cavità glenoidea, a seconda del grado di accorciamento/lassità dei tessuti molli periarticolari, a seconda delle strutture danneggiate e riparate nell’eventuale intervento; occorre ricordare che solo grazie a una precisa diagnosi sarà possibile pianificare un adeguato percorso terapeutico verso la ripresa funzionale.